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Cultura
LA CLAVE

Le informazioni sulla clave sono state gentilmente “offerte” dalla nostra amica ILARIA S., che ringraziamo per la preziosa collaborazione.
L'utilizzo completo e/o parziale di questo testo potrà essere utilizzato previa richiesta ed autorizzazione del Salsaromaclub.

La storia della Clave

Dal secolo XVI fino al secolo XVII, i magazzini del porto de L'Havana sono stati il centro vitale di tutta la capitale.
La sicurezza del porto, fortificato e con la reputazione di essere inoppugnabile, assicurava alla città l'arrivo di tutte le barche e con esse delle ricchezze delle terre d'America ed impose L'Havana come l'incontestabile "Chiave delle Indie".
Anno dopo anno, l'Havana in Cuba e Siviglia in Spagna si scambiarono uomini, merci, sapere ed abitudini, a causa dell'andirivieni delle navi su quella rotta.
Nel porto si mischiarono le musiche d'Africa, echi nelle memorie degli schiavi neri, e le musiche dell'Andalusia, contribuendo a costruire un cubanismo nascente.
Il porto dell'Havana vibrava di attività: occorreva riparare le imbarcazioni di legno danneggiate dalle tempeste e dai pirati e rimetterle in buono stato, prima di restituirle al mare, cariche di merci preziose, alla volta delle famigerate Isole Bermuda, passaggio obbligato per il ritorno in Europa.

Le caviglie erano bastoncini di legno che servivano per fissare i pezzi delle imbarcazioni ed erano ammassate a migliaia nei magazzini del porto. Erano di un legno immarcescibile nell'acqua di mare e di una qualità senza eguali; esse erano i pezzi essenziali di un'imbarcazione, vere chiavi di volta, senza le quali niente sarebbe stato possibile. Erano le responsabili della sicurezza in mare: si può dire che su di esse riposava tutto l'edificio commerciale.

Nelle mani degli operai e dei falegnami della marina, esse si scontravano al ritmo del lavoro, liberando un suono profondo e nostalgico, causato dalla durezza del legno utilizzato (acana, jiqui, guayacan, jucaro, quiebrahacha, ecc.).
Quando il lavoro si fermava un momento, i depositi e le taverne del porto si popolavano di musica e di canti e le caviglie, o "Claves", diventavano naturalmente percussioni nelle mani della gente povera che non aveva strumenti, e per la quale la musica era un'attività naturale e quotidiana.

Fu così che, levigata dal tempo e dalle mani degli schiavi neri e dei carcerati venuti dall'Andalusia, la clave scivolò lentamente dalla sua funzione di pezzo di imbarcazione al suo status di strumento musicale: in un porto che è una chiave del mondo, due pezzi di legno, pezzo essenziale delle barche, diventarono un'altra chiave: quella della musica cubana.
In effetti, è alla percussione delle claves che l'orchestra si affida. E se il suonatore della clave perde il ritmo, è tutto un edificio che precipita: quello della musica. La clave è la colonna vertebrale della salsa e ne costituisce anche il cuore. Si dice che il ritmo della clave non si impara: uno nasce con esso, oppure no.

Ma senza arrivare al ritmo, già solo il battere la clave è meno banale di quello che sembra.
Si prende per un estremo uno dei due bastoncini nella mano destra e si batte ritmicamente, con un movimento morbido e rilassato che parte dal polso, sul centro del bastoncino sorretto dalla mano sinistra.

La presa della mano sinistra è essenziale: il bastoncino si regge tra il pollice e le altre dita.
Si trova così a riposare all'interno del palmo che assume la funzione di cassa di risonanza; la pressione esercitata sulle dita, il modo di "arrotondare" il palmo e, ovviamente, la forza del tocco, influenzano il timbro e la potenza del suono ottenuto.
Il bastoncino destro, attivo, è simbolicamente la parte maschile dello strumento; mentre il bastoncino sostenuto dalla mano sinistra, passivo in apparenza ma dal quale esce il suono, ne è la femmina.

Spesso, i vecchi suonatori di claves, per abitudine o tradizione, usano sempre la stessa mano per lo stesso bastoncino: uno sarà sempre il destro, maschio, e uno il sinistro, femmina, anche se le claves all'inizio sono rigorosamente identiche e simmetriche. Col passare del tempo, i tocchi ripetuti creano un "vuoto" nel legno, in modo peculiare e differente per i due bastoncini: l'esame di una coppia di claves usato rafforza senz'altro il simbolismo della sessualità.

Il  ritmo della Clave

La clave come concetto musicale è un pattern o patron, per dirlo in spagnolo, di due misure; una composta di tre colpi ed una di soli due.
Mentre balliamo, noi contiamo la musica in otto tempi. I tempi forti (o in battere) sono 1-3-5-7, mentre in tempi deboli (o in levare) sono 2-4-6-8. Il pattern della clave si svolge lungo questi otto tempi, musicalmente suddivisi in due battute che in conseguenza di ciò vengono ad essere asimmetriche.

E' proprio questa suddivisione asimmetrica del tempo ciò che caratterizza e condiziona fortemente la musica cubana e latina in generale. La battuta con tre colpi, considerata forte, è sempre contrapposta a quella lineare o debole ed il loro accoppiamento crea un continuo alternarsi di tensione e rilassamento ritmico della musica.

Questa è senz'altro una delle implicazioni più evidenti di questo tipo di concezione ritmica ma, dal punto di vista pratico ne abbiamo un'altra: la direzione della clave. Con direzione della clave si intende definire quale delle due battute, forte o debole, venga per prima, dato per assunto che in un brano musicale la clave non si interrompe mai dall'inizio alla fine.

Proprio in questo ambito si parla spesso di clave 2/3 e clave 3/2 come se fossero due cose differenti. In realtà la clave ritmicamente è una sola ed e’ quella che abbiamo definito; con queste due indicazioni numeriche si intende definire la direzione della clave in un preciso brano musicale. Infatti quello del “verso” della clave è un concetto strettamente legato alla melodia e più in generale al brano musicale nella sua interezza. Per conoscere il verso “puro” di una clave slegata da ogni altro strumento musicale, bisognerebbe conoscere con esattezza il momento in cui il musicista ha iniziato a suonarla, viceversa per riconoscere il verso della clave in un brano ci si basa sui tempi sottolineati da tutti gli altri strumenti e si va a vedere su quali di questi cadono i fatidici colpi della clave.

Clave 3/2 significa che la battuta forte (3 colpi) è quella in cui, ballando, contiamo i tempi 1,2,3,4; clave 2/3 significa che la battuta forte è quella in cui, ballando, contiamo i tempi 5,6,7,8 (e ovviamente viceversa per quanto concerne la battuta debole)
Andiamo a conoscere i tipi di clave più comuni. Si tratta di pattern antichissimi di diretta provenienza africana ancora oggi diffusissimi nella musica del continente nero insieme ad una infinità di varianti e derivati. A Cuba sono stati codificati da varie generazioni di musicisti e musicologi e prendono il nome dei generi musicali più importanti.

Esistono due tipi principali di clave: la Clave di Son e la Clave di Rumba.
La più conosciuta ed utilizzata è la Clave di Son, senz'altro regina della musica popolare e, al giorno d'oggi, anche di quella più commerciale conosciuta come salsa.
Tempo
Clave di Son 3/2
Ballando sull'1 ritmico
Ballando sul 2 musicaleBallando sul 2 ritmico
1TAC1° PASSOPAUSAPAUSA





2
2° PASSO1° PASSO4° PASSO

TAC


3
3° PASSO2° PASSO5° PASSO





4TACPAUSA3° PASSO6° PASSO





5
4° PASSOPAUSAPAUSA





6TAC5° PASSO4° PASSO1° PASSO


7TAC6° PASSO5° PASSO2° PASSO



8
PAUSA6° PASSO3° PASSO






C'è poi la Clave di Rumba, molto più diffusa nel folclore e, negli ultimi 20 anni, anche nella musica popolare più moderna o in quella di fusione. Viene utilizzata spesso nelle salse di ritmica cubana. Essa sostanzialmente differisce dalla clave di Son solo per il terzo colpo della battuta forte che invece di essere posizionato sul 4, è posizionato sul 4 e 1/2 e viene spesso evidenziato dai cantanti e ballerini cantandolo così: " PA---PA----Paum----PA-PA ".
Tempo
Clave di Rumba 2/3
Ballando sull'1 ritmico
Ballando sul 2 musicaleBallando sul 2 ritmico
1TAC1° PASSOPAUSAPAUSA





2
2° PASSO1° PASSO1° PASSO

TAC


3
3° PASSO2° PASSO2° PASSO





4
PAUSA3° PASSO3° PASSO

TAC



5
4° PASSOPAUSAPAUSA





6TAC5° PASSO4° PASSO4° PASSO


7TAC6° PASSO5° PASSO5° PASSO



8
PAUSA6° PASSO6° PASSO





 
Ascoltando un brano, possiamo seguire la melodia contando gli "otto" 1-2-3-4-5-6-7-8 etc., oppure la ritmica scandendo la clave PA---PA---PA-----PA-PA.

Alla "fine del giro" ci troveremo di nuovo sull'uno musicale, pronti a ricontare l'uno o a ricantare il primo colpo di clave.

Ovviamente possiamo fare la stessa cosa ballando, possiamo cioè muoverci in riferimento alla melodia (musica, parole), o al ritmo.
Il ritmo è scandito dalla sezione percussiva dell’orchestra. Ciascuna percussione esegue un suo peculiare pattern ritmico, che però è capeggiato, diretto e legato indissolubilmente alla clave. Tant’è che quando la clave è “sottintesa” o coperta dal suono degli altri strumenti, si può facilmente desumere dal suono delle altre percussioni.
Nel caso della clave 3/2, il primo colpo della misura forte viene a coincidere con il tempo uno, mentre il primo colpo della misura debole viene a coincidere con il tempo sei.
Nel caso della clave 2/3, il primo colpo della misura forte viene a coincidere con il tempo cinque, mentra il primo colpo della misura debole con il tempo due.
Questi sono i tempi su cui ci troviamo a ballare se decidiamo di muovere il primo passo in concomitanza dei suddetti colpi della clave.
Ballare in clave (il due ritmico negli schemi) significa muovere il primo passo sul primo colpo della misura debole, indipendentemente dal verso della clave nel brano.
GLI ALTRI STRUMENTI MUSICALI
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BongoTimbalesCampana



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